SCHERZO

Una volta a Sant'Agata, come in tutti i paesi agricoli, vi erano molte bestie da soma. Quasi tutte le famiglie avevano un asino (in dialetto si diceva a vittura) per trasportare da e per la campagna tutti i prodotti ed il necessario per a casa ed il lavoro.
Alcuni dei muli venivano attaccati al traino (u trainu) e servivano per trasportare le merci di scambio con i paesi vicini e per portare il sale dalla salina di Lungro.
I cavalli, invece, erano di proprietà dei ricchi che li usavano o per recarsi sulle loro proprietà, magari usando il biroccino, o per andare nei paesi vicini, o per raggiungere la stazione ferroviaria quando si dovevano recare a Napoli o a Cosenza.

Di queste bestie ne esistevano di tutte le razze: grandi, piccoli, neri, bianchi, roani, ecc..

Una notte alcuni giovinastri buontemponi pensarono di fare uno scherzo a tutti i proprietari di questi animali. Presero così gli asini e li portarono nella stalla dei muli e viceversa. Dove c'era un cavallo misero un asino, dove c'era un asino bianco misero un mulo nero e così di seguito fino al totale scambio di stalle ed animali.

La mattina presto, quando i proprietari andarono nelle stalle per dare la prima razione di foraggio al proprio animale prima di condurlo a lavoro, rimasero attoniti ed increduli di fronte a ciò che vedeva.
Dopo un po' si trovarono in piazza tutti quanti per vedere cosa era successo e, capito lo scherzo, pensarono bene di portare anche tutti gli animali in piazza in modo che potesse avvenire lo scambio e ciascuno potesse tornare in possesso del proprio animale.
La piazza diventò una grande fiera di animali, piena di urla e rabbia e parolacce verso gli ignoti burloni, con grandi risate da parte di tutta la gente accorsa per godersi l'insolito spettacolo.

Dopo alcuni giorni si seppero i nomi delle persone che avevano ideato e messo in atto lo scherzo e cioè:
Vincenzo e Raffaele Spinelli, Titti di Loria, Antonio e Giulio De Cesare e Carminantonio Arcuri e qualche altro del quale ci sfugge il nome.